Venerdì 19 a Lercara Friddi e sabato 20 a Comitini, “La vera storia di Vitti ’na Crozza” di Sara Favarò

Palermo – Si presenta venerdì 19 aprile a Lercara e il 20 aprile a Comitini il saggio di Sara Favarò “La vera storia di Vitti ’na Crozza Autori, Misteri, Morte, Miniere” Giambra editori”.

Sara Favarò, foto di Giulio Azzarello

L’incontro di giorno 19 a Lercara Friddi si svolgerà presso il Palazzo Sartorio, in Corso Giulio Sartorio, alle ore 17,30. L’evento è organizzato dal Centro Studi sulle Miniere di Zolfo e dal Rotary Club di Lercara Friddi. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Luciano Marino e del Presidente Rotary Lercara Antonio Mazzarisi, interventi di: Sara Favarò, Mariza Rusignolo critico letterario, Antonio Liotta vice sindaco di Favara, Giuseppa Milazzo, presidente Incoming 2025/26, Pippo Furnari direttore del Centro Studi Miniere di zolfo. Contributi artistici di Liliana Sinagra e Carmelo Sangiorgi.

Sabato 20 aprile a Comitini, alle ore 18,00 presso il Palazzo Baronale Bellacera, nell’ambito dell’iniziativa di BCsicilia “30 Libri in 30 Giorni”, presentazione del volume La Vera Storia Di Vitti ‘Na Crozza Autori, Misteri, Morte, Miniere di Sara Favarò, con interventi di: Luigi Nigrelli, Sindaco di Comitini, Benedetto Ranieri, Presidente Biblioteca Comunale Comitini, Mariza Rusignolo, Critico letterario. Conclusioni: Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia. Coordina Viviana Caparelli, Archeologa.

“Vitti ’na crozza” è una canzone emblematica della Sicilia, che risuona con le storie di lotta e sofferenza dei minatori di zolfo dell’isola. Nonostante la melodia possa sembrare leggera, Sara Favarò, scrittrice e studiosa delle tradizioni popolari siciliane, sostiene che il testo è una potente critica sociale e una denuncia delle dure condizioni di vita dei lavoratori delle miniere.

La prima versione pubblica della canzone è quella utilizzata come sigla nel film “Il cammino della speranza”, diretto da Pietro Germi.

La canzone ha guadagnato notorietà quando Michelangelo Verso, un tenore palermitano, l’ha registrata per la prima volta su disco nel 1951. Successo che ha toccato il vertice quando la RAI televisione italiana l’ha mandata in onda, con l’aggiunta del famoso refrain, che nulla a che spartire con il significato del canto. “L’Autrice, attraverso il suo libro e le sue ricerche, ha contribuito a svelare molti dettagli sulla storia di questa canzone. – dichiara l’architetto Pippo Furnari, direttore del Centro Studi per le miniere di Lercara Friddi –  L’opera della scrittrice Sara Favarò, nominata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i suoi meriti culturali e artistici, ha permesso di approfondire la comprensione del contesto storico e culturale in cui “Vitti ’na crozza” è nata e si è evoluta, arricchendo così il patrimonio culturale siciliano.”

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