Filoconduttore: alla Fondazione Orestiadi di Gibellina la conclusione della mostra collettiva itinerante, a cura di Florinda Cerrito

Il progetto sperimentale, che ha preso il via lo scorso 31 marzo (e fino al 14 luglio), per la prima parte, proseguirà ad ottobre e novembre con un grande “Evento finale del Filoconduttore”

Palermo – “Filoconduttore” è un progetto nato a Palermo da un’idea di Florinda Cerrito, in collaborazione con Vincenzo Giovinco, Luca Savino, Fabio Ventimiglia e Giacomo Barone, trattasi nello specifico di una collettiva itinerante concretizzatasi dall’incontro di sedici artisti in sedici date, e che si è snodato lungo un percorso che ha coinvolto diversi spazi e aree urbane del centro storico palermitano. Protagonista del progetto un vero e proprio filo che tutti gli artisti hanno interpretato con materiali sempre differenti, in spazi, modalità, momenti e luoghi diversi; un filo che è anche una metafora, un monito, una possibilità, perché a volte basta questo per oltrepassare confini spesso invalicabili. Un filo, infine, per ciò che è bello e per ciò che è brutto, un mezzo semplice e poderoso per comprendere e rendere fruibile ciò che il mondo dell’arte non sempre rende accessibile. L’Evento finale del Filoconduttore è in programma venerdì 13 ottobre alla “Fondazione Orestiadi” (Baglio Di Stefano, contrada Salinella, Gibellina – TP) dove verrà inaugurata, a partire dalle ore 17.30, la grande mostra collettiva, con le opere dei sedici artisti coinvolti, e che rimarrà fruibile fino al 5 novembre.

Con questa iniziativa, si è dato accesso all’arte in un modo diverso, più diretto e interattivo, attraverso vetrine più condivisibili quali i locali coinvolti, la strada e il web, con un sito che rappresenta una vetrina permanente a cui chiunque voglia accedere anche fuori dalle date degli eventi, per conoscere gli artisti e la loro arte. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie ad un QR Code presente in tutti i supporti grafici, dalle locandine alle cartoline, sempre diverse per ogni tappa.

“Avevo in mente questo progetto già da alcuni mesi, antecedenti al gennaio di quest’anno – spiega l’artista Florinda Cerrito, curatrice del progetto -. Tra una mostra e l’altra, tra una collettiva e un evento artistico, cresceva lentamente in me la voglia di fare qualcosa di diverso, sempre in questo ambito, e che coinvolgesse non solamente gli artisti e chi vi gravita intorno, ma anche un pubblico ignaro, inconsapevole, anche ingenuo e senza filtri, fuori da determinati circuiti artistici. E inoltre, sapendo che nell’arte si concentrano sinergie e connessioni fortissime, inevitabili, che non sempre riescono a incrociarsi o a interagire, ho immaginato qualcosa che facesse da collante, e che unisse diverse forze ed artisti. Così è nato Filoconduttore”.

La prima tappa si è svolta lo scorso 31 marzo con una mostra e una performance artistica di Florinda Cerrito, dove, insieme agli altri artisti del “filo”, si è interagito con un pubblico per strada, in un’arteria principale del centro storico, affollata e prevalentemente pedonale, che è stata per un periodo di tempo indeterminato, il palcoscenico ignaro dell’evento. La caratteristica principale di Filoconduttore è proprio quella di portare l’arte per strada, tra la gente impreparata ad accoglierla, per stupire, sorprendere, entusiasmare e far riflettere. Filoconduttore quindi come “arte in strada”. Così, a seguire, per ogni venerdì, ciascun artista, si è espresso con modalità e tematiche differenti, fino all’evento finale che si terrà alla Fondazione Orestiadi di Gibellina.

L’evento finale del Filoconduttore è anche occasione per la presentazione del Catalogo numero 1 del progetto Filoconduttore in cui è possibile sfogliare le immagini scattate da Giacomo Barone che ha seguito tutti gli eventi dei sedici artisti; il catalogo è in collaborazione ed edito dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina – Edizioni Fondazione Istituto di Alta Cultura Orestiadi Onlus.

“La Fondazione Orestiadi di Gibellina ospita, negli spazi degli atelier del Baglio Di Stefano, la fase conclusiva di Filoconduttore, progetto nato da un’idea di Florinda Cerrito, che ha coinvolto sedici artisti che hanno presentato, in alcune piazze e in piccoli spazi commerciali di Palermo, le loro opere – commenta Enzo Fiammetta, Direttore del Museo delle Trame Mediterranee -. Ne è risultata una manifestazione fuori dai canoni consueti, gli artisti e i loro gesti performativi improvvisamente vengono offerti ai passanti, agli avventori  dei luoghi scelti, a chi casualmente si incrocia e si intende coinvolgere, spesso accolti  da intenzioni riluttanti. Con lo scopo evidente di provocare una leggera scossa in chi guarda e interagisce con l’artista, e con l’intenzione più o meno evidente di trasportare, chi partecipa, anche accidentalmente su un terreno inesplorato, inconsueto, quasi come un gioco che ci conduce in maniera più o meno intensa, o più o meno consapevolmente, sulle questioni irrisolte che caratterizzano la nostra contemporaneità e all’oggetto degli artisti di Filoconduttore, ovvero: la crisi dell’ambiente, degli Stati, delle coscienze, delle relazioni. Questioni – conclude –  che ogni artista ha posto con i propri strumenti con una varietà di linguaggi segno del nostro tempo. Filoconduttore ha posto in maniera chiara le questioni legate al rapporto tra arte e città, e ha sperimentato nuove relazioni tra chi fa arte e chi ne usufruisce, tra chi pratica e chi si spera possa sanare il bisogno di bello in tutte le sue forme”.

GLI ARTISTI E I LORO EVENTI

Florinda Cerrito con “Siamo tutti connessi” (mostra, installazione, performance)

[Evento svolto da Block Design Palermo il 31 marzo 2023]

Con lo stile del mio personaggio a fumetti, il mio alter-ego Zolletta, ho dato il via al progetto Filoconduttore, con una performance della prima tappa, dove il filo, generato dal riciclo di montagne di magliette, ritagliate e unite in gomitoloni, è stato srotolato e avvolto da noi protagonisti e performer (gli artisti del filo e non solo). Truccati con le caratteristiche di Zolletta, abbiamo sfilato per le strade del centro storico di Palermo, coinvolgendo il pubblico, attraverso nodi e trame dei fili, per ricordare il legame inevitabile in ogni aspetto dell’esistenza. In contemporanea, la mostra ha visto esposto un unico pannello, con la grafica del mio personaggio, accompagnato da una poesia “Ho visto un uomo”, ispirata da una foto di reportage che immortalava il cadavere di un uomo, nel momento in cui qualcuno lo stava raccogliendo dal mare, afferrandolo dai piedi. (Florinda Cerrito)

Claudia Cordaro con “Superimposition” (mostra e installazione)

[Da Moltivolti – Palermo, lo scorso 7 aprile]

Una mostra fotografica in un luogo, Moltivolti, conosciuto per attività a favore delle persone migranti a Palermo. Le fotografie sono immagini di repertorio di italiani durante le migrazioni nei primi del ‘900 in America sovrapposte alle immagini che ho fotografato al cimitero delle barche a Lampedusa nel 2020. Il mio filo è una vera e propria radice che si collega da un “ombelico” di una delle fotografie, incorniciata e illuminata come un’edicola votiva, e si estende lungo tutto il locale fino alla strada. Rappresenta quel collegamento alle molteplici vite che esistono fuori di noi, è un monito a favore dell’empatia. Sono radici e capelli, due materiali organici che ci legano tra noi umani e alla terra. Un cordone ombelicale che nutre invece di ingabbiarci dentro confini inventati. (Claudia Cordaro)

Juan Esperanza con “Sei il mio respiro” (mostra e performance)

[Faidathè Palermo – 14 aprile 2023]

Se il magico può ancora scorrere davanti ai nostri occhi, lasciando un segno nella nostra anima, allora il racconto incantato che ascoltiamo silenziosi fluire dalle opere di Esperanza può ancora rapirci, divertirci, coinvolgere i nostri sensi. (Licia Buttà)

Yeoran Lee con “Associazione – Frammenti di memoria” (mostra e installazione)

[Arèa Palermo – 21 aprile 2023]

Nel progetto Filoconduttore parlo della natura sfuggente dei ricordi mostrando frammenti sparsi di momenti fugaci. Ho usato la tenda come filo per esprimere l’ambiguità dei ricordi e per evocare una dolce ondata di richiamo che ha spazio per espandersi all’interno. (Yeoran Lee)

Luca Savino con “Fallo fiorito” (performance)

[Piazza Giuseppe Verdi | Palermo – 28 aprile 2023]

Un gruppo di diavoli con in mano un fallo d’oro “ammaliano giocosamente” loro stessi e il pubblico, per poi “seviziarlo”. All’interno di ogni fallo c’è nascosta un rosa rossa che compare con la distruzione del fallo alla fine dell’atto. Nella scena finale i diavoli col pubblico “raccolto per strada” ballano attorno alle rose rosse, falli distrutti e pochi falli ancora integri, il tutto unito da un filorosso. (Luca Savino)

Fulvio Governale con “Soutien (Sostegno)” – installazione

[Piazza San Francesco Di Paola | Palermo – 5 maggio 2023]

Gli elementi naturali sostituiscono quelli industriali/edili. Il legno diventa neon, la pianta/radice segmento di fondamenta. La forma riprende il treppiedi in legno con il quale si sostiene una pianta con le radici malate. L’utilizzo di materiali abbandonati riciclati e fonti di luce, hanno la funzione cromatica e di avvolgere il fruitore in un ambiente che ha il compito di far riemergere emozioni e/o sensazioni diverse. Il filo è stato il collante tra l’elemento naturale (l’albero di magnolia) e l’opera. Il filoconduttore è inteso proprio come sostegno, non solo fisico e strutturale, ma idealmente rappresenta il sostegno che questo gruppo di persone si dà vicendevolmente all’interno del progetto, per crescere e migliorare. (Fulvio Governale)

Vincenzo Giovinco con “La cura” (mostra e performance)

[Easy Reader Libreria | Palermo – 12 maggio 2023]

Le conseguenze dovute all’aggressione del pianeta da parte dell’uomo sembrano ormai irrimediabili…Basta! E’ l’ora della natura, brutale, da non condannare, ma sempre corretta, dovuta. Da rispettare e ammirare (Vincenzo Giovinco).

Giusi Di Liberto con “Deconstruction” (mostra e performance)

[Ex Carcere Palermo – 19 maggio 2023]

Un processo per il quale dobbiamo andare a togliere tutto ciò che non è nostro, che non ci appartiene ed alienare da noi tutti quei meccanismi limitanti indotti dall’esterno… da qui la necessità di spegnere l’interruttore di questo essere malato per provare ad immaginare un nuovo inizio… nudi di fronte alla vita… spogliati da quei fili protettivi che sono confortevole menzogna. Il filo lega una danzatrice (l’io che vuole liberarsi) e un manichino (emblema di chi è avvolto nella propria comfort zone). Anche le figure sulle tele esprimono una necessità di cambiamento, di crescita, di emancipazione. (Giusi Di Liberto)

Fabio Ventimiglia, con “La tensione del vuoto” (mostra e installazione)

[Casa Cantiere Palermo – 2 giugno 2023]

Fragile non è delicato, forte non è resistente. L’Installazione realizzata presso una casa privata in ristrutturazione, quindi in un cantiere, la tensione che un filo sottile di cotone libra nell’aria perché uno sguardo lo lambisce, il vuoto è presenza. (Fabio Ventimiglia)

Claudia Villani con “Ex post/Ex ante” (mostra e installazione)

[Neu Noi Palermo – 10 giugno 2023]

La logica economica è improntata all’efficienza più che all’efficacia, guidata da una visione di profitto e di progresso non radicata nella complessità della realtà naturale e globale. Ho invertito i termini, per evidenziare come il processo ecologico, per aderire alla realtà naturale, dovrebbe partire da una valutazione attenta e approfondita del presente, per risalire alle cause che lo hanno prodotto, e solo allora ripensare ad un futuro sviluppo, in grado di tener conto delle conseguenze pericolose delle nostre scelte e della complessità dei sistemi viventi. La mostra Ex post/Ex ante è una riflessione su terra, tecnocrazia e cittadinanza. Un percorso che si sviluppa, a partire da Civis – il legame tra cittadini, che diventa anche legame tra il mio lavoro e quello degli altri artisti del progetto Filoconduttore. (Claudia Villani)

Martina Billeci (alias MaluMus) con la mostra / installazione “Legàmi

[MojoCoHouse Palermo – 16 giugno 2023]

Nella quasi impossibilità di elaborare l’estrema complessità, l’ambiguità e la mutevolezza che caratterizzano ogni esperienza umana, l’individuo tende alla dicotomia sperando di sfuggire all’incontro col caos che rivela la tragica inconsistenza d’ogni certezza: la verità esiste solo nel sentire di ognuno. (Martina Billeci)

Cristina Correnti con “Ce n’est pas la joie de vivre” (mostra e performance)

[Santamarina Bistrot Palermo – 23 giugno 2023]

Dalla nostra contaminazione, di un popolo che racconta storie di altri popoli, dalla Danza di Matisse, stravolgendo il significato di un cerchio, e srotolandolo, ho reso i personaggi come una cordata umanitaria, dove, partendo da loro, si arriva a noi attraverso il ‘’filo’’. (Cristina Correnti)

Alessandra Cerrito con “Il filo rosso del destino” (mostra, installazione, performance)

[Fabbrica 102 Palermo – 30 giugno 2023]

Un filorosso, ispirato alla tradizione orientale, che intende il legame indissolubile tra i destini delle persone che si muovono nello spazio urbano. Una performance attiva che, attraverso lunghe strisce di filo rosso, congiunge la cultura e la cittadinanza riportando questa logica di connessione sulla produzione artistica di collage che mettono insieme il legame e il lavoro di madre e figlia, nonché dell’artista e di sua figlia, per consolidare non solo i rapporti umani casuali ma anche quelli familiari. (Alessandra Cerrito)

Noemi Sgarlata con “Rompicapo” (mostra e installazione)

[Tèco Palermo – 7 luglio 2023]

Un gioco basato su dei rompicapo con corde e sigilli in argilla e ferro. Gli oggetti in questione saranno disposti su dei tavoli alla sala da tè e accompagneranno i momenti di ozio e rinfresco di chi va a trascorrere lì il proprio tempo libero. L’elemento ludico serve in questo caso a instaurare un rapporto diretto con l’oggetto, mettendo da parte la dimensione distanziante della contemplazione a favore dell’interazione attiva con spazi e cose. (Noemi Sgarlata)

Sonia Priulla con “Work in progress” (mostra e performance)

[Piazza Croce dei Vespri | Palermo – 14 luglio 2023]

Immagino la vita come un telaio. Mi piace pensare che il “filo” sia la mia presenza nel mondo, io tessitrice del mio filo singolo, unità primaria di una sequenza.Tessere rimanda ad una dimensione silenziosa, nascosta, intima. Lenta. E mentre il filo scorre, la mente crea pensieri che si intrecciano. Intreccio fili e nodi, dunque, per mettere ordine a pensieri con-fusi, grovigli di dubbi, incerte opinioni, traballanti sentimenti. Nodi che custodiscono preziosi segreti, ansie perturbanti, tristi ossessioni, come in una rete di ragnatela. Fare e disfare, annodare e riannodare, cucire e scucire, tagliare e rammendare. Il filo è il principio della vita e quando perdo il filo del discorso, quando mi sfugge il bandolo della matassa, mi rendo conto che la vita è appesa a un filo. (Sonia Priulla)

Gloria Agnello con la mostra/installazione ORGANICƏ

[Arvis Palermo – 21 luglio 2023]

Cerco qualcosa. Voglio entrare negli oggetti e nella materia organica. Dentro, e vedere tutto da vicino. Toccare con mano. Apprezzare. Cerco di vivere con lentezza. Soffermandomi sui dettagli. Mentre li apprezzo, continuo a tessere questo lungo filo cheratinico intriso d’identità. Continuo a riflettere sulla vera forza di ciò che tocco con mano, continuo ad incuriosirmi per la struttura interna delle cose. Raccogliere. Studiare. Addentrarsi. Documentare. Archiviare. Condividere. (Gloria Agnello).

INFO MOSTRA

Ingresso gratuito il giorno dell’inaugurazione (venerdì 13 ottobre dalle ore 17.30)

Biglietti: intero 6 euro | ridotto 4 euro

Giorni e orari di visita: martedì – domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Lunedì chiuso.

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